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Petali, vapore e alambicchi: così nasce un profumo

Dietro le quinte con OrientalDream del processo di creazione di un profumo: estrazione delle essenze, tecniche di lavorazione delle materie prime e composizione delle note olfattive
Petali, vapore e alambicchi: così nasce un profumo

Forse non serve essere dei grandi esperti per capire che dietro ad ogni profumo c’è un processo affascinante che richiede la collaborazione di più elementi. Quello che si poggia sulla pelle come una fragranza armoniosa è, infatti, il risultato di un lavoro lungo e meticoloso, che per essere svolto ha bisogno di tecnica, sensibilità ed anche della collaborazione della natura.

Il mondo della profumeria tratta ogni essenza come se fosse un elemento prezioso, dentro al quale è racchiusa tutta la tradizione e la ritualità di questa forma d’arte olfattiva così intrigante.

Gli appassionati di profumi vogliono vederci più chiaro e infatti sono in molti a voler capire come nasce un profumo. Passando per tutte le sue fasi, dalla lavorazione all’estrazione fino alla combinazione degli ingredienti, si riesce a comprendere come prende forma l’anima di una fragranza.

Dalla natura all’essenza: i metodi di estrazione

In principio era… la materia prima. È con questo elemento che tutto ha inizio. In profumeria come in cucina come in sartoria. Che si tratti di un fiore delicato, di una scorza agrumata, di una resina o di un legno aromatico, ogni elemento che stimola la fantasia dei nasi profumieri arabi contiene al suo interno delle molecole odorose, che però non sono immediatamente disponibili. Bisogna, come si dice in gergo, liberarle, e per farlo è necessario utilizzare tecniche di estrazione specifiche, scelte in base alla natura della materia stessa.

La distillazione è uno dei metodi più antichi, ma anche il più diffuso e comunemente noto perfino da chi non si interessa particolarmente di profumi o della storia della profumeria. Avete mai sentito parlare dell’alambicco? Ecco, è lui il protagonista della distillazione. Questa tecnica di estrazione si basa sulla separazione delle molecole aromatiche dalla materia vegetale attraverso il calore e il vapore, per poi venire condensate, dando origine ai famosi oli essenziali puri. Da questo processo si ottengono delle essenze limpide e luminose, spesso più fresche e leggere nella percezione olfattiva.

Un’altra tecnica più delicata e meno conosciuta è l’enfleurage, utilizzata soprattutto quando bisogna liberare le molecole dai fiori più fragili. In questo caso non si utilizza il calore, ma una sostanza grassa capace di assorbire lentamente il profumo dei petali. È un processo molto lungo che richiede precisione, visto che i fiori devono essere sostituiti più volte per saturare completamente la base. Ma alla fine il risultato è sorprendente, perché si ottiene una materia ricca e fedele all’odore originale, e che è riuscita a conservare anche le sfumature più sottili.

Chiaramente esistono anche dei metodi più moderni, necessari ad ottenere una maggiore resa e una qualità costante, pur mantenendo intatte le caratteristiche olfattive principali.

Come cambia il profumo: dalla tecnica alla trasformazione

La scelta del metodo influenza profondamente il carattere finale della materia prima, pertanto i maestri profumieri valutano accuratamente quale utilizzare in base al tipo di ingredienti in possesso ed al risultato che desiderano ottenere.

Ogni tecnica di estrazione, infatti, trasforma l’odore che ha liberato. Indicatori di qualità olfattiva come l’intensità, la profondità e l’evoluzione nel tempo dipendono dal modo in cui una materia viene lavorata. Proprio come se fosse un’opera d’arte oltre che una scienza, la profumeria araba deve scegliere bene come dare le pennellate, perché l’espressione del dipinto potrebbe cambiare del tutto.

Per fare uno degli esempi più comuni, la rosa può esprimersi in modi completamente diversi a seconda del metodo utilizzato. Se distillata, restituisce una versione più fresca e ariosa, quasi luminosa. Se lavorata per ottenere un’assoluta, diventa più calda, intensa e avvolgente, con una persistenza maggiore sulla pelle. Questo stesso principio vale per molte altre materie prime, dai fiori alle resine.

Anche il valore di una fragranza è spesso legato al tipo di lavorazione. I processi più lenti e artigianali richiedono grandi quantità di materia prima e tempi lunghi, ovvero le caratteristiche che rendono l’essenza più rara e preziosa. I metodi più rapidi e industriali, al contrario, permettono di ottenere composizioni più accessibili seppur di alta qualità, ma con un carattere olfattivo diverso.

Le materie prime che compongono i profumi arabi vengono selezionate e lavorate con grande attenzione, proprio perché la profondità e la persistenza sono gli elementi centrali di questa branca della profumeria di nicchia.

La nascita del profumo tra armonia ed emozione

Dopo aver imparato come si ottengono le essenze, si passa alla fase più creativa del processo di nascita di un profumo. Tocca, cioè, al momento in cui il profumo prende forma attraverso la composizione, che si traduce nell’arte di combinare diverse materie prime per creare quell’equilibrio armonioso di note olfattive che tanto ci fa innamorare di una fragranza e che sa trasformarsi nel tempo.

Dalla combinazione delle note di testa più volatili con quelle di cuore che definiscono il carattere del profumo, fino ad arrivare alle note di fondo che emergono lentamente e persistono più a lungo, creando profondità e continuità, si ottiene il frutto delle materie prime utilizzate e delle tecniche con cui sono state estratte.

La “gestazione” di un profumo si conclude con la maturazione e l’imbottigliamento, fasi in cui la fragranza si stabilizza e raggiunge il suo equilibrio definitivo. È il momento in cui un insieme di materie prime diventa un profumo a tutti gli effetti, pronto per essere indossato.

Oggi avete imparato che l’unicità di un profumo risiede nel percorso che lo ha generato e non soltanto nella sua composizione. Dai petali al vapore, dagli alambicchi alle essenze, ogni passaggio contribuisce a trasformare la materia in qualcosa che regala emozione e che verrà ricordata per sempre. Perché un gusto si può dimenticare, un’immagine anche, ma un odore non si dimentica mai.